Sant'Agata nacque a Catania nel III secolo d.C.
Tra il 250 e il 251 il proconsole romano Quinziano la fece torturare e giustiziare nella sede proconsolare della provincia siciliana. Questo perche', giunto presso la sede di Catania, con lo scopo di far rispettare l'editto dell'imperatore Decio che chiedeva a tutti i cristiani di abiurare pubblicamente la loro fede, si invaghì della giovane Agata e le ordinò, ma invano, di ripudiare la sua fede cristiana e di adorare gli dei pagani. Rivelatosi inutile il tentativo di corromperla, Quinziano diede avvio ad un processo e convocò Agata al palazzo pretorio. Breve fu il passaggio dal processo al carcere e alle violenze con l'intento di piegare la giovinetta. Inizialmente venne fustigata e sottoposta al violento strappo di una mammella, (la tradizione indica che nella notte venne visitata da san Pietro che la rassicurò e ne risanò le ferite), infine venne sottoposta al supplizio dei carboni ardenti.
La notte seguente l'ultima violenza, il 5 febbraio 251, Agata spirò nella sua cella.
I resti del suo corpo rimasero sempre a Catania fino al1040, poi passarono a Bisanzio dove rimasero per 86 anni, infine nel XII secolo, secondo la tradizione, due uomini dopo aver violato il sarcofago della santa imbarcarono i suoi resti su di un veliero, salpando per la Sicilia. Dopo una navigazione travagliata, il legno con le reliquie approdò presso Gallipoli.
Fra tutte le città italiane di cui Sant'Agata è compatrona, ci sono Gallipoli e Galatina (entrambe in provincia di Lecce). Il 5 febbraio la Città di Gallipoli celebra, solennemente la memoria della Patrona Sant' Agata Vergine e Martire Catanese.